Oggetto: Licitazione privata per l'appalto del servizio di refezione scolastica Scuola dell'Infanzia ( ex scuola materna ) per gli anni scolastici 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014. II° ESPERIMENTO.
Il giorno 11 OTTOBRE 2011 alle ore 16.00 avrà luogo presso il Municipio di Castellafiume una gara di licitazione privata ai sensi dell'art. 16 comma 1 lett. a ) del D Lgs. 358/92 e successive modificazioni e integrazioni e secondo le condizioni fissate nella presente lettera d’invito, nella delibera della Giunta Comunale n. 47 del 02/08/2011 e nel capitolato speciale d'oneri depositato presso la Segreteria del Comune.
Prot . 2187 Castellafiume, lì 08/08/2011
OGGETTO: AVVISO DI LICITAZIONE PRIVATA PER L'APPALTO DEL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA SCUOLA DELL'INFANZIA ( EX SCUOLA MATERNA ) ANNI SCOLASTICI 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
In esecuzione della delibera della Giunta Municipale n. 47 del 02/08/2011
RENDE NOTO
Che questo Comune intende appaltare il servizio di refezione scolastica Scuola dell'Infanzia ( ex scuola materna ) per gli anni scolastici 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014 con il metodo di cui all'art. 16 comma 1 lett. a) del D. Lgs 358/92 e successive modificazioni e integrazioni;
Il Capitolato speciale d'oneri e i documenti complementari saranno visionabili dalle ore 10 alle ore 12 dei giorni feriali presso l'ufficio Segreteria di questo Comune.
Le ditte interessate potranno chiedere di essere invitate alla gara facendo pervenire la richiesta al Responsabile del Servizio , nella residenza comunale, entro le ore 12 del giorno 29 agosto 2011, con le seguenti modalità : a mano al protocollo comunale oppure a mezzo lettera raccomandata ;
Potranno partecipare alla gara le Ditte che abbiano gestito per almeno due anni mense pubbliche e/o private.
Resta salva la facoltà insindacabile dell'Amministrazione di accogliere o meno le istanze che saranno presentate.
Si precisa che non saranno prese in considerazione le domande pervenute prima della pubblicazione dell'avviso di licitazione e quelle pervenute dopo il termine sopra stabilito.
Si procederà all'aggiudicazione della gara anche quando sia pervenuta una sola offerta valida.
Il Responsabile del Servizio
( F.to. Murzilli Serafino)
Castellafiume si trova al centro della Valle Nerfa, nel versante che guarda ad Occidente, quello più soleggiato e per questo più ricco di una vegetazione di tipo mediterranea, con lecci sempre verdi inerpicati su "quelle bellissime grigie e rosate rocce calcaree". .

Queste "alte ripe" sono state scelte come territorio ideale dai corvi imperiali e dai grifoni (anche a causa delle correnti ascensionali calde che provengono dalla mite Valle Roveto).
Passati poi dal dominio degli Orsini a quello dei Colonna, gli abitanti di Castellafiume (castellani) si dedicano quasi esclusivamente allo sfruttamento delle risorse montane (boschi, allevamento di cavalli, produzione di castagne) che rimarrano la caratteristica costante di Castellafiume sino ai giorni nostri. Famosi furono soprattutto i "cavallari" di Castellafiume i quali, dopo aver portato i loro cavalli nelle campagne romane a svernare, "nelle state li riconduceano in patria e gli locano sotto la mercede all’uso di trebbiare i grani" come ricorda l’Antinori.
Nell’altro versante boschi di castagni e querce ed un’immensa distesa di faggi rappresentano l’ingresso all’incantevole regno dei Monti Simbruini (dal latino sub-imbribus = sotto le piogge) vero e proprio "museo all’aria aperta".
"Questi monti, ricchi di sorgenti e di fiumi, regno incontrastato di briganti costituiscono il confine tra lo Stato pontificio e d’estate si riempiono di quelle sterminate greggi che solcano la campagna romana, guidate da pastori a cavallo che, muniti di lunghe aste, governano e radunano gli animali" scriveva Alexandre Dumas.
Il borgo è disteso dalle pendici del monte Arezzo fin sulle rive del fiume Liri con una configurazione urbana chiusa. Per quanto modificato dall’edilizia sostitutiva e dall’ampliamento conseguente al terremoto del 1915, l’abitato ha conservato la memoria dell’antico nucleo e dell’espansione sette-ottocentesca.
Al centro della Valle scorre il fiume Liri, l’antico Liris (Plinio, nat.hist.,II 227), il più grande corso d’acqua della Marsica ed elemento fondamentale del condizionamento dell’assetto insediativo antico e medievale della valle(G. Grossi).
I primi nuclei di questo territorio risalgono ai secoli III e II a.C. anche se non si può certamente parlare di paese come risulta composto oggi o già nel medioevo, sia come posizione geografica sia come denominazione.
In quel periodo remoto, i popoli si muovevano, si smembravano, si ricomponevano, reinventando in continuazione nuovi sistemi di vita politica ed economica.
Fu quella l’epoca delle comunità locali legate alla cultura della grande civiltà Safina. Una civiltà appenninica dell’età del ferro caratterizzata da innumerevoli centri fortificati, ocres, piccole città-stato, espressione di una società guerriera ed economica che si fondava sull’attività del mercenariato, allevamento, agricoltura, metallurgia.
Gli abitati fortificati si ergevano sulle alture della valle in modo da controllarne il territorio.
Queste comunità safine erano dominate dalla figura del re "raki" e da principi guerrieri "nerf" da cui trae origine il nome Valle Nerfa.
Il centro fortificato più importante di questo territorio risulta essere quello de "La Rocca" sopra le sorgenti del Riosonno.
Sul finire del IV secolo a.C., al termine dei conflitti fra Roma e i Marsi (con la pace del Fucens), nascono nuovi insediamenti basati prevalentemente sui vici (villaggi), fana (santuari) e fundi (ville rustiche).
Testimonianza di questo periodo è il santuario scoperto nella località "Macerine", lungo il sentiero che da Castellafiume sale verso il valico di Monte Girifalco: un’opera poligonale su terrazze. Il santuario presenta, cioè, l’aspetto architettonico del tipo "a terrazzo sul pendio", tre muri di terrazzamento in opera poligonale di III e IV maniera; nel terrazzo superiore esisteva un pavimento a mosaico decorato da tessere bianche e nere (da cui provengono ex voto fittili anatomici, monete di bronzo di età repubblicana, due della serie prorata con la scritta "Roma", bronzetti di Ercole di IV e III sec. a.C.).
In età augustea il territorio si troverà inserito nella IV regione, Sabina et Sannium, nella tribù Fabia.
Il vero e proprio sviluppo dell’area si lega alla realizzazione dell’Emissario di Claudio e quando viene realizzato l’acquedotto che portava le acque delle sorgenti del Riosonno verso i Piani Patentini e al versante fucense, nella città di Angizia e Pinna Imperatoris sulle rive del lago del Fucino.
E’ a questo periodo che, infatti, alcuni studiosi fanno risalire le vere e proprie origini di Castellafiume, al periodo cioè, in cui fu realizzato il Canale Arunzio ed il relativo acquedotto imperiale (41-54 d.C.) e contemporaneo, quindi, alla realizzazione dell’Emissario del Fucino (51-52 d.C.).
Nel 100 d.C. venne potenziato il tracciato viario che metteva in comunicazione Alba Fucens con Sora ad opera di Traiano. A questo traccaiato fu collegata la strada montana che metteva in comunicazione Sublaquem (Subiaco), nell’alta valle dell’Aniene, con Alba F. tramite il passo di Valle Pietra, Monte Autore, la valle Nerfa, il passo del monte Girifalco. Il percorso è documentato nella Tabula Peutingeriana). Una testimonianza è rappresentata da una tomba rinvenuta nell’800 nella Valle Nerfa, lungo il percorso della strada antica di mezzacosta che sale ancora da Pagliara verso il valico di Girifalco. La presenza di iscrizioni funerarie conferma l’esistenza di necropoli lungo la stessa strada. Lungo questo stesso percorso, in età sveva e angioina,, saranno segnalate le fortezze più importanti del Regno di Sicilia sui confini con lo Stato Pontificio: Castrum Palearis (Girifalco), Castrum Cappadocii (Cappadocia) e Castrum Ceresie (castello della Ceria).
Castellafiume in seguito, viene di volta in volta designata nelle carte storiche come "Castro Fluminis", "Castelli de Flumine, "Castello a Fiume", "Castel di Fiume", "Castel’a Fiume", "Castello a Fiume".
Dopo quei primi insediamenti dovuti alla costruzione del Canale acquedotto l’evoluzione urbanistica fu quella comune a tanti luoghi negli incerti secoli del Medioevo, quando l’elemento fortificazione divenne la componente principale, per cui anche Castellafiume subì il fenomeno dell’incastellamento della popolazione.
Secondo Leone Ostiense, nei pressi di questa località vi era una chiesetta cristiana dedicata a S. Benedetto, che nel 1062 fu donata ai monaci di Montecassino ed in prossimità di tale chiesetta fu costruito un castello a difesa del varco, nella Valle Nerfa, "dove il torrente Riosondoli (Riosonno) confluisce nel fiume Liri".
Nel XII sec. Castellafiume risulta già essere un centro abitato di notevole rilievo dal momento che viene indicato nel Catalogo dei Baroni (1173) come "feudo di ben quattro militi" (96 famiglie=350 abitanti) tanto da essere tenuto per metà da un feudatario e per metà da un altro.
Contemporaneamente sorge e si sviluppa il vicino castello di Palearia (Pagliara) sottoposto nel 1173 al barone di Cortinella e nato sulle rovine del più antico castello di Girifalco (ben visibili sono ancora oggi i resti di questo castello e della strada romana che attraversava il valico).
Nel 1318 Castellafiume e Pagliara risultavano appartenere a Giacomo Orsini, conte di Tagliacozzo e nel 1333, con decreto di Roberto re di Sicilia, Castellafiume fu assegnato a Braccio Orsini di Tagliacozzo.
Antichi e provetti boscaioli, gli abitanti di Castellafiume si dedicheranno, in modo particolare, all’attività artigianale della lavorazione del legno, creando benessere per l’intera popolazione e che consentirà poi ad alcune famiglie di elevarsi con la creazione di vere e proprie botteghe che, ben presto acquistano una certa notorietà. Tra coloro che, ancora oggi, sulla scia dei loro progenitori, proseguono e si tramandano tenacemente la fabbricazione di "cucchiarelle, forchettoni, pilozze, scife, stasàri" sono i Lupiani e i Giancaterina creando una vera e propria scuola artigianale del legno, divenute oggi aziende artigianali, alcune delle quali di dimensioni medio-grandi, danno lavoro a decine di operai.
Tanta commozione e altrettanta soddisfazione per l’inaugurazione di “Mamma Filomena” , il ristorante parigino made in Italy, Infatti la Famiglia Di Nicola, proprietaria del locale, originaria di Castellafiume, ha voluto come padrino, per tale evento, la presenza del Dr. Aurelio Maurizi Sindaco di Castellafiume.Auguri ai nostri concittadini
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ANEMIA INFETTIVA DEGLI EQUIDI
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La famiglia Di Nicola, proprietaria del locale, è originaria di Castellafiume e per questo all’inaugurazione di “Mamma Filomena” parteciperà il Sindaco dr. Aurelio Maurizi che sarà l’ambasciatore del made in Abruzzo
1^ giornata – 16 aprile – località Ponte – ritrovo ore 08:30
2^ giornata – 7 maggio- Puliamo Pagliara dei Marsi – un pulman messo a disposizione dal Comune trasporterà le scolaresche a Pagliara con rientro ore 13:00.
In occasione della manifestazione per la celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia sono stati premiati con un attestato i Sindaci emeriti di Castellafiume e i ragazzi della locale scuola con un kit contenente la Costituzione, una bandiera, una coccarda e una penna tricolore.
Il Sindaco Dr. Aurelio Maurizi ha convocato per il giorno 17 marzo 2011, alle ore 10,30, presso la palestra della scuola elementare, il Consiglio Comunale, in seduta straordinaria e solenne, per celebrare il 150° anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia.
Alla cerimonia assisterà anche il Consiglio dei Giovani.
Durante la manifestazione ci sarà l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno nazionale alla presenza di un picchetto di alpini del 9° Reg.
Verranno premiati con un attestato i Sindaci emeriti ed ai ragazzi della locale scuola verrà consegnato un kit contenente un libricino della Costituzione, una bandiera, una coccarda e una penna tricolore.
Castellafiume 31 ottobre 1 novembre. Giunta alla III edizione , quest’anno in collaborazione con lo staff di DIMMIDOVE ABRUZZO, la manifestazione autunnale in Castellafiume, "IL BORGO SI RIVESTE " , farà rivivere per due giorni il centro storico del paese.
Articolato in 2 serate l’evento prevede per Domenica 31 ottobre il tradizionale itinerario eno-gastronomico lungo le vie dell’antico borgo farà riscoprire i sapori dei cibi di una volta, le tradizioni, usanze e gli antichi mestieri ormai dimenticati. Lunedì 1 novembre 30 una cena nel borgo "su prenotazione" allietata da spettacolo di cabaret e musica.








