Comune di Castellafiume -
Via Napoli N° 1 67050
Tel/Fax 0863/54142 - 54440
P.I. 00201380664
Alessandro Palladini
Testi di Ennio e Giovanni Palladini
La famiglia Palladini alligna nella borghesia di Castellafiume con il matrimonio di Antonietta Fabiani e Antonio possidente e imprenditore commerciale di Preturo (CH) dai quali nascono nell'ultimo ventennio dell' 800:
Nicola, imprenditore agricolo sposato con Caterina Mariani; partecipa a tutta la Grande Guerra come Sergente mitragliere e con l'avvento del Fascismo ricopre varie cariche locali. Muore alla fine degli anni '50.
Don Silvio, frate poi sacerdote e cappellano militare; piu' volte negli U.S.A. dove muore in eta' matura.
Giuseppe, anche lui negli U.S.A. in occasione di alcuni viaggi di affari del padre Antonio, a Portland, capitale dell'Oregon, (Stato Forestale del Nord Ovest). Cittadino americano, dopo aver militato nella U.S.NAVY durante la Grande Guerra, diviene tecnico edile e sposa Anna, calabrese direttrice di supermercato. L'unica figlia, Gloria, sposa un pilota aereonautico texano e si accasano in California a S. Francisco avendo 3 figlie.
Giovannina, maestra, morta sedicenne nel terremoto del '15 che distrusse la Marsica ed il castello di Castellafiume dove viveva con la famiglia. Si era spostata in una stanza a strapiombo per lasciare la propria ai fratelli ritornati a casa dai vari istituti di istruzione per le vacanze natalizie.
Alessandro, nasce il 1.3.1900. Le prime immagini non risalgono oltre l'adolescenza e lo mostrano insieme alla sorella e studente del Regio Convitto Nazionale dopo le scuole elementari.
Nel '18 e'19, entusiasta di Carducci, Malatesta e D'Annunzio, milita nei Reparti d'Assalto (Arditi) della Grande Guerra meritando, pertanto, l 'onoreficenza di Cavaliere di Vittorio Veneto.
Ripresi gli studi nel '20, consegue la maturita' classica presso il liceo Giannone di Benevento e l'anno stesso aderisce al Fascismo partecipando alla Marcia su Roma e divenendo successivamente sciarpa littorio, mutilato per la Causa, Ufficiale della Milizia.
Contemporaneamente frequenta a Roma l' antica Universita' della Sapienza dove si laurea nel 28 in medicina e chirurgia; nell 'anno supera, all'Universita' di Firenze, l'esame di abilitazione per l'esercizio della professione medica che intraprende presso la Clinica del Prof Gasparro in Via del/ 'Olmata a Roma.
Nel '29, vinto il concorso per medico dell'Ufficio di Igiene e Sanita' dell'allora Governatorato di Roma, inizia la carriera presso le condotte mediche rurali, i servizi antimalarici nella Bonifica dell'Agro Pontino. Successivamente assume la direzione dell'Ospedale di isolamento Spallanzani, che insieme a Littorio e Mussolini (gli attuali Forlanini e S.Camillo) formavano un complesso ospedaliero istituito a meta' degli anni `30 nel quartiere Monteverde di Roma.
Contemporaneamente e' divenuto Ufficiale superiore medico del Comando generale della Milizia che rappresenta nel Consiglio superiore delle pensioni di guerra, ottenendo un encomio.
Con la partecipazione dell 'Italia alla 2 Guerra Mondiale e' arruolato in Marina come Maggiore Medico ed imbarcato nel 1940 sulla nave ospedale Po dove conosce, allora cappellano, S.E. il Cardinale Monsignor Sergio Pignedoli (votato al soglio pontificio per l 'elezione dei Papi Luciani e Woytila).
L'anno dopo - nominato Generale Medico Direttore di Sanita' della Milizia e sue specialita' (portuale, postale, confinaria, stradale, forestale, ferroviaria) - il dr.Palladini lascia la Marina e la nave ospedale Po che, attaccata proditoriamente da un aerosilurante inglese il 14.3.1941, si inabissa mentre e' ormeggiata a Valona per imbarcare feriti del fronte albanese. L' affondamento dell ' inerme "nave bianca" ebbe grande risonanza anche internazionale (cfr. internet + ex voto Pompei) perche' a bordo tra le "sorelle" crocerossine (3 risultarono tra i deceduti) era imbarcata Edda Ciano Mussolini che si salvo' a nuoto.
Durante la 30 legislatura -'41 - '43 - e' Consigliere Nazionale alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, come presidente dell'Associazione famiglie caduti, mutilati e feriti per la Rivoluzione (per tale carica sara' membro del Direttorio del Partito fascista nella Repubblica Sociale Italiana)
In questo periodo e' chiamato a far parte dell'Ufficio legale dell 'E'42, l'attuale E. U.R. (lo speciale quartiere espositivo di Roma).
Nel 1943, come Direttore generale Sanitario della Milizia il Dr.Palladini e' inviato prima in Germania e poi sul fronte russo a Leningrado. Nello stesso anno, con la caduta di Mussolini - la Milizia non piu 'Arma autonoma - e' aggregata al Regio Esercito (sostituendo la camicia nera con quella grigio-verde ed i fascetti con le stellette) fino al fatidico 8 settembre, data della divisione dell'Italia tra Sud e Nord. In quell'anno, gia' insignito dell'Ordine della Corona d'Italia e dei SS. Maurizio e Lazzaro, riceve la medaglia d'oro per la Sanita' pubblica ed assume l'incarico di Direttore Generale della Croce Rossa Italiana ma deve continuare a sovrintendere anche alla Sanita' della ex Milizia rinominata nella R.S.I., Guardia Nazionale Repubblicana.
Nel 1945 con la fine del fascismo e della guerra il Dr.Palladini, scampato alla fucilazione miracolosamente (sciolse un voto a S.Rita da Cascia nel 1955) viene temporaneamente internato e successivamente - non risultando a suo carico alcun addebito per "profitti di Regime"- sottoposto a procedimento disciplinare e di "epurazione" da parte della Marina Militare e del Comune di Roma.
Conclusi entrambi i processi,verso la fine degli anni 50 - in considerazione dei servizi medico-sanitari svolti per fini umanitari anche internazionali e pertanto di carattere tecnico e non politico - gli vengono comminate solamente sanzioni amministrative per aver, comunque, prestato giuramento di fedelta' alla R.S.I..
In seguito il Dr. Palladini riprende la sua carriera di medico igienista del Comune di Roma raggiungendo il massimo del grado:Capo Divisione e dell'eta': 70 anni;per alcuni decenni era stato anche medico ispettore dell'I.N.A.M (Istituto Assicurazione Malattie).
Gratificata la sua professione da ulteriori benemerenze (medaglia d'oro per lungo servizio medico e croce al merito della Sanita ) in pensione puo' finalmente soggiornare a lungo a Castellafiume.
Cura con affetto la tenuta delle Mandrelle, ricordando la famiglia e la fanciullezza, immortalata nelle antiche foto del "cottage Palladini" in legno e della teleferica forestale a vapore che da li attraversava la valle Nerfa fino alle fonti della Ravara.
Cosi' il Dr.Palladini e' arrivato al 16.3.1987 quando - dopo aver compiuti 87 anni ricoverato per una frattura al femore - il Signore gli ha concesso di riposarsi definitivamente nel cimitero di Castellafiume tra parenti e compaesani.






